XXV «Instinctively, you give to me the love that I need I cherish the moments with you Respectfully, I say to thee I'm aware that you're cheating When no one makes me feel like you do» —Diana Ross Una ragione c’è se telescrivo settanta volte sette al tuo indirizzo sette pagine bianche, sette vizi, sette virtù per sette giorni in tutto? Io quella sera mi ricordo bene: settanta volte sette hai ribaltato — moribonda la luce — la clessidra del tuo tempo per me. Così settanta volte, settanta volte sette ho acceso (quasi un voto geloso ed inespresso) nella cappella oscura una candela per te che hai fatto vivere la sera settanta volte sette in più per me. Ora, giustizia è fatta! Quel telefono lo stesso che imploravo senza requie volesse per me pure squillare, quando i fiumi mi inghiottivano di inchiostro del silenzio giace al tappeto a pezzi né più mi curo, poi, del campanello che pende fuori — so — dalla mia porta a mo’ di labbro tremante e gonfio, teso a un bacio che non c’è. Ma voi, Grazie superne, che mai mi avete amato veramente, che neppure implorarvi nelle notti vulcaniche di gomma e di petrolio genuflesso e devoto è servito a qualcosa che mai mi avete udito veramente (e nemmeno esaudito, se è per questo), voi Grazie sempiterne marmoree ed altere, renitenti, che quando abitavate a me vicine, giammai mi avete accolto veramente che mai vi siete volte veramente dalla mia parte, mai vi siete chinate verso di me nel buio eppure adesso ecco: io vi perdono. Chiudo gli occhi, sorrido e vi perdono; settanta volte sette e ancora sette in più io vi perdono. 1982; 5-7 luglio 2024; 22-24 marzo 2026