Fabio Vitiello 0312302111 2 Privacy e sicurezza aziendale 13 Sviluppo di un software mobile - friendly per il calcolo del fattore di rischio Guida al calcolo del fattore di rischio Per la realizzazione di tale progetto, ho applicato le conoscenze acquisite durante il corso di studi “Informatica per le Aziende Digitali”. In particolare, volgendo la mia attenzione allo sviluppo web e alla realizzazione di applicazioni dal lato cliente, ho potuto concretizzare la teoria acquisita durante tale triennale. Quando si sviluppa un sito web, in particolare, bisogna dapprima comprendere la richiesta del cliente per poi procedere alla realizzazione del progetto che verrà, infine, inserito online. Durante tale implementazione si possono riscontrare problematiche non risolvibili attraverso la sola conoscenza tecnica: è necessario, infatti, congiungere tutte le competenze assunte durante il percorso formativo per far fronte alla realizzazione di tale progetto sotto i diversi punti di vista. Sarà infatti necessario dover agire su diverse aree contemporaneamente, ognuna caratterizzata dalle proprie particolarità. Tramite l’elaborazione di tale progetto, ho anche compreso che l’obiettivo ultimo dell’Univ ersità non è quello di fornire esclusivamente nozioni teoriche agli studenti, ma è soprattutto quello di offrire strumenti e metodiche che possono essere usufruite anche nel vero ambiente di lavoro e nella vita quotidiana. In particolare, le lezioni di Pro grammazione, sono state particolarmente utili per comprendere le basi della logica necessaria per il funzionamento di un’app in JavaScript. L’uso di variabili, strutture dati, strutture di controllo del flusso per la gestione delle condizioni e di funzion i, è risultato indispensabile per la modulazione e il riutilizzo del codice, nonché la gestione degli eventi, che nascono quando l’utente finale usa l’interfaccia. Anche la modifica del Documento Object Model è risultata necessaria per aggiornare i contenu ti ogni qualvolta l’utente avesse effettuato una qualsiasi interazione. Tutto ciò mi ha concesso di comprendere il rischio ma soprattutto di avere un rapporto sempre diretto e trasparente agli occhi dell’utente, evitando eventuali problemi di incomprension e. La padronanza di questi elementi è stata infatti essenziale per il supporto di una logica chiara, priva di ridondanze e leggibile anche a coloro che si approcciano per la prima volta alla lettura di un codice, aspetto fondamentale in tale contesto, dov e la manutenzione del software è un requisito non funzionale rilevante. Anche la scelta di JavaScript come linguaggio di programmazione, non è stata automatica o di “default”, ma è stata frutto di una valutazione tecnica precisa: JavaScript risulta essere, infatti, l’unico linguaggio supportato nativamente dai browser moderni lato client e quindi quello più naturale per la gestione della logica di un’applicazione web front - end. La tipizzazione dinamica e il modello event - driven supportano il lavoro su un pr ogetto dove sono indispensabili l’interattività e le rapide tempistiche di risposta da parte dell’utente agli input. Tramite le lezioni di Tecnologie Web, ho invece appreso come creare una pagina web nel modo più semplice e corretto. Ho imparato ad utiliz zare HTML per la realizzazione della struttura e il CSS per la modifica dello stile e del layout. In particolare, ho appreso che l’inserzione in HTML di sezioni, titoli e di vari campi nei form, consente una migliore organizzazione dei contenuti ma sopratt utto dell’esperienza finale dell’utente. In questo modo, coloro che lavoreranno sul codice, non avranno difficoltà nella ricerca di questi ultimi e anche il browser mostrerà correttamente la giusta pagina. Un markup semantico non è una scelta solo di ordin e, in quanto aiuta coloro che usano tecnologie assistive, migliora l’indicizzazione nei motori di ricerca e rende più facile lavorare sul sito nel tempo. Ho invece usufruito del CSS, per rendere il layout più limpido e facile da utilizzare. Ho fatto in mod o che tutto si vedesse correttamente su schermi diversi. Ho anche scelto i settori con particolare attenzione e inserito diverse transizioni per rendere la navigazione più piacevole e coinvolgente. Dunque, mentre HTML è stato necessario per la creazione d ella struttura delle pagine e per l’organizzazione dei contenuti, il CSS mi ha consentito di selezionare i colori e lo stile della stessa pagina. Il linguaggio di programmazione JavaScript mi ha, invece, permesso di incrementare l’interattività delle pagi ne per far sì che le azioni dei clienti funzionassero correttamente. L’approccio alla realizzazione del sito web, tramite l’utilizzo di tale metodo di suddivisione tra struttura, stile e funzioni, mi ha concesso di rendere il codice fluido e facile da gest ire. In questo modo, ogni componente risulta essere indipendente ed autonoma dalle altre limitando il rischio di insorgenza di problematiche tra le stesse. Le conoscenze apprese tramite Ingegneria del Software mi hanno invece concesso di comprendere cosa f osse necessario per la realizzazione di un lavoro ordinato e chiaro. Questo corso mi ha fornito, infatti, strumenti utili, sia teorici che pratici, per la gestione delle complessità quando si sviluppa. Non si limita, dunque, a far funzionare esclusivament e il codice, anzi, con questo approccio, è stato possibile procedere in modo strutturato chiarendo dapprima le funzionalità da implementare con un’analisi sistematica dei requisiti, stabilendo poi le priorità in base al valore per l’utente finale, ed infin e, pianificando le attività in funzione del tempo disponibile. Ho così provveduto a suddividere il codice in diverse parti, ognuna specifica per una data funzione. Le varie suddivisioni non sono in conflitto tra loro e ciò mi ha garantito un lavoro chiaro e semplice. La stessa impostazione ha reso più semplice il testing, in quanto una struttura chiara aiuta ad isolare e correggere gli errori. Inoltre, sono state applicate nozioni relative all’usabilità e all’interazione uomo - macchina, ponendo particolare attenzione alla semplicità dell’interfaccia, alla chiarezza dei messaggi restituiti all’utente e alla fruibilità complessiva dell’applicazione. In conclusione, il progetto ha richiesto capacità di problem solving, analisi logica e autonomia organizzativa, competenze trasversali che sono state sviluppate durante l’intero percorso di studi e sono risultate fondamentali per la traduzione di un’esigenza funzionale in una soluzione digitale concreta. Infatti, per procedere alla realizzazione del progetto, non so no bastate le sole mie conoscenze e competenze tecniche ma ho dovuto ricercare soluzione ai problemi, ragionando step by step per comprendere il malfunzionamento, e gestendo tutto il lavoro in autonomia. Tali capacità non sono intrinseche nell’uomo ma si sviluppano e maturano nel tempo, lavorando su problemi di natura e complessità differenti. In tal modo mi è stato possibile suddividere un problema complesso in parti più semplici, ricercando le varie soluzioni possibili e valutando poi la loro validità tr amite test pratici. Tutto ciò mi ha aiutato a trasformare un bisogno generico in una soluzione digitale chiara e funzionante. Alla fine, queste competenze, aiutano davvero chi studia all’università, in quanto costituiscono le fondamenta dell’apprendimento e consentono l’adattamento in caso di cambiamento repentino delle tecnologie. Per terminare il lavoro, inoltre, ho suddiviso quest’ultimo in vari passaggi trattati singolarmente e con attenzione, uno dopo l’altro. In questo modo sono riuscito a focalizzar mi su ogni singola fase, ottenendo il risultato da me voluto. Dividere il problema in sottoproblemi costituisce un metodo semplice ed efficace per evitare errori di struttura in quanto, l’avanzamento di questi ultimi nelle fasi successive, comporterebbe di fficoltà nella loro individuazione nonché risoluzione. Tale metodo adottato consente anche di verificare, fase dopo fase, le decisioni prese e di tenere sotto controllo l’avanzamento rispetto agli obiettivi. Le tempistiche per la realizzazione di tale prog etto equivalgono a circa quattro settimane, periodo nel quale è stata indispensabile una corretta organizzazione per la conciliazione dell’elaborazione con impegni accademici, personali e lavorativi e dunque la gestione del tempo in modo attento, flessibil e e responsabile. 1. Fase di analisi e definizione dei requisiti (circa 6 giorni) Nella fase iniziale del progetto ho individuato quale fosse l ’obbiettivo principale . Una prima analisi mi ha fatto capire cosa fosse necessario per far funzionare il sito web nel modo più g iusto per l’utente finale. Mettere in chiaro fin da subito cosa serve è fondamentale quando si lavora con software e risorse online Se nella fase ini ziale i requisiti non sono ben stabiliti o mancano, il problema potrebbe procrastinarsi anche nelle fasi successive. Piccoli bug possono diventare problemi complessi e più faticosi da risolvere durante l’avanzamento del progetto. Ho dovuto pensare prima a cosa fare e poi anche a come l’app si usa davvero nella vita di tutti i giorni. Prima di procedere con l’implementazione tecnica è stato necessario analizzare con attenzione i requisiti, con l’obiettivo di evitare ambiguità nelle specifiche progettuali e garantire che le funzionalità sviluppate rispondessero concretamente ai bisogni dell’utente finale. In questa fase sono stati scelti i parametri importanti per calcolare il fattore di rischio. Abbiamo deciso come aiutare l’utente a inserire i dati e quanto dettaglio mostrare nei risultati, così che tutti possano capire senza bisogno di conoscenze tecniche. La parte più complicata è stata pensare a come fare i calcoli, perché bisognava trovare un modo che fosse chiaro, semplice da s eguire e che andasse bene in ogni caso. Ho diviso i criteri di valutazione in modo che sia tutto più semplice da capire. Quando i criteri non sono chiari, il risultato finale non è affidabile. Per risolvere questo problema, ho utilizzato un foglio e ho cre ato uno schema. Così ho visto subito come andasse avanti il percorso dell’applicazione, ancora prima di scrivere una riga di codice. Con questa prima rappresentazione, sono stati fatti test logici su vari casi d’uso. Questo mi ha aiutato a trovare e sistem are possibili problemi concettuali fin da subito. In questo modo si sono evitate tante modifiche strutturali nelle fasi dopo dello sviluppo. 2. Fase di progettazione dell’interfaccia (circa 7 giorni) Quando ho capito che cosa doveva fare il sistema, ho cominciato a lavorare sull’interfaccia utente. In questa fase sono stati definiti il layout generale della pagina web, l’organizzazione dei campi di input e le modalità di presentazione dei risultati. No n mi sono occupato solo dell’aspetto grafico. Mi sono immedesimato nel cliente finale che usa l’app ogni giorno. Miravo ad un ’ app che fosse semplice da usare, chiara per tutti e anche pratica e piacevole. L’interfaccia è dove l’utente entra in contatto di retto con il sistema. L’utente guarda l’interfaccia per capire se l’applicazione è chiara, utile e affidabile. Anche se un sistema funziona bene dal punto di vista tecnico, diventa difficile da usare se l’interfaccia non fa vedere chiaramente quali funzion i ci sono. Per questo motivo sono stati fatti diversi tentativi di progetto. L’obiettivo era avere una grafica semplice ma con tutte le informazioni utili. Si è provato a non inserire dettagli grafici che potessero distrarre o creare confusione. In questa fase ho verificato che tutto fosse coerente dal punto di vista visivo, che la gerarchia dei testi fosse facile da capire e che la posizione degli elementi sulla pagina funzionasse bene. La cosa più difficile è stata fare un’interfaccia facile da capire, a nche per chi non ha mai usato il sistema. Ho tolto tutto quello che poteva confondere o rendere più complicato usarlo. Abbiamo raggiunto il risultato finale facendo vari test semplici e poi cambiando il design. Ho sempre messo l’utente al centro, e passo d opo passo ho perfezionato la soluzione finché non è diventata facile da usare. 3. Fase di test e miglioramento (circa 4 giorni) Dopo aver finito di sviluppare, è iniziato un controllo attento per vedere se tutte le funzioni aggiunte funzionassero davver o. Il testing è una parte importante quando si crea un software, perché nessun sistema si può considerare sicuro senza averlo testato davvero. Per questo motivo la fase di test è stata affrontata con lo stesso livello di attenzione riservato alle fasi prec edenti. Sono stati definiti diversi casi di test, verificando il corretto funzionamento dell’applicazione attraverso esempi pratici e controllando la coerenza dei risultati al variare delle condizioni di input. Ho dato molta attenzione ai valori limite e alle combinazioni di parametri che si usano di meno, perché spesso proprio in questi casi escono fuori errori logici o problemi imprevisti. Le anomalie individuate sono state analizzate risalendo alle cause attraverso gli strumenti di debugging integrati n ei browser moderni, permettendo di intervenire direttamente sul codice prima della finalizzazione del progetto. In questa fase ho fatto non solo delle correzioni tecniche, ma anche dei miglioramenti che riguardano l’esperienza utente. Sono state introdott e ottimizzazioni sia nel codice sia nell’interfaccia, rendendo più chiari i messaggi restituiti all’utente e semplificando alcune fasi del flusso di interazione che, durante i test, erano risultate meno immediate. 4. Fase di revisione dell’elaborato scri tto (circa 9 giorni) Parallelamente allo sviluppo tecnico è stata avviata la redazione della documentazione descrittiva del progetto. Nel campo dell’informatica, la documentazione non è qualcosa di secondario, ma una parte importante del lavoro. Grazie al la documentazione, si può capire come si è sviluppato il progetto, perché sono state prese certe decisioni e come è stata costruita la soluzione. Una buona documentazione aiuta chiunque legga il progetto a capirlo meglio. Con la documentazione, una persona può vedere com’è fatto il progetto, valutarlo e, se vuole, può anche rifarlo o aggiungere qualcosa. La stesura dell’elaborato è stata quindi affrontata con lo stesso approccio metodologico adottato nello sviluppo software. Mi sono concentrato molto sulla chiarezza, ho usato sempre gli stessi termini e ho cercato di collegare le idee con quello che ho fatto davvero. La difficoltà più grande è stata trovare un equilibrio tra dare tutte le informazioni e rendere il testo facile da leggere. Ho cercato di mant enere un linguaggio adatto all’ambiente universitario, però senza rendere la scrittura troppo pesante. Ho raggiunto il risultato finale dopo vari controlli e ho controllato che tutte le informazioni fossero giuste. Ho rivisto ogni sezione per essere sicur o che fosse chiara, che usasse i termini giusti e che tutto il lavoro fosse ben collegato. Durante la realizzazione del progetto sono stati inoltre utilizzati, accanto agli strumenti di sviluppo tradizionali, strumenti di Intelligenza Artificiale generati va come supporto alle attività di assistenza e revisione. Ho scelto con cura, perché oggi chi lavora nell’informatica deve capire bene come si usano queste tecnologie. Penso che queste tecnologie servano come aiuto, ma le decisioni e il progetto devono res tare alle persone. Siti web utilizzati : w3schools : - https://htmlreference.io/ - https://www.w3schools.com/CSSref/index.php - https://www.w3schools.com/jsref/default.asp - https://www.w3schools.com/html//html_editors.asp - https://x - team.com/magazine/essential - javascript - tools DOM: - https://www.html.it/guide/guida - dom/ smartsheet per modelli di matric i : https://it.smartsheet.com/all - risk - assessment - matrix - templates - you - need Per teoria generale : - https://www.sicurlivegroup.it/it/news/matrice - del - rischio - cose - come - funziona - e - come - crearla - https://www.corsisicurezza.it/blog/matrice - risch io.htm L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non ha sostituito l’analisi, la progettazione e il lavoro svolto Essa è stata utilizzat a esclusivamente come strument o di supporto alle competenze sviluppate durante il mio percorso di studi e del progetto , con un ruolo limitato e ben definito Inizialmente ho impiegato strumenti di Intelligenza Artificiale durante la progettazione del layout grafico e dell’organizzazione strutturale dell’applicazione web. In questo contesto, l’IA ha svolto princip almente una funzione di assistenza operativa. Questo strumento mi ha aiutato a capire dove sistemare gli elementi sull’interfaccia. Ho usato lo strumento per controllare se il codice HTML e CSS funzionava come doveva. Mi è servita anche per trovare altri m odi per risolvere alcuni problemi che ho riscontrato mentre mi dedicavo allo sviluppo. Le soluzioni che mi venivano proposte non sono mai state adottate automaticamente: ogni correzione è stat a esaminat a in modo critico e tecnico, adattato alle esigenze de l progetto e inserito nel codice soltanto dopo averne certificato l’adeguatezza e la compatibilità con l’architettura generale. Inoltre mi ha aiutato a controllare i testi e ha reso la documentazione più leggibile . In questo aspetto gli strumenti hanno c ontribuito al perfezionamento della scorrevolezza espositiva e alla coerenza del discorso È inoltre importante sottolineare che tutte le idee, le argomentazioni e le opinioni che si trovano in questo progetto vengono dal mio personale lavoro. L’intelligen za artificiale mi ha aiutato esclusivamente con la forma e la scrittura del testo, senza cambiare il significato primitivo. Questa modalità di utilizzo considera l’Intelligenza Artificiale come uno strumento di supporto professionale. Non prende il posto d elle persone, ma può essere d'aiuto se si usa con attenzione e si sa dove può arrivare. Nel documento che tratta il fattore di rischio, voglio spiegare meglio un punto. La struttura, il modo in cui si fa il calcolo e i criteri per valutare non sono stati presi a caso. Essi sono stati elaborati prendendo come riferimento un documento professionale disponibile online e prodotto da un ente operante nel settore di riferimento. Ho scelto di affidar m i a d una fonte esperta esterna per creare il sistema di calcolo basato su criteri che vengono davvero usati nel lavoro di tutti i giorni. Così non ho costruito modelli teorici che poi non trovano posto nella realtà lavorativa. Usare questo documento come base ha permesso di dare all’applicazione una solidità e una pr ecisione che sarebbe stata difficile da ottenere solo con un lavoro teorico fatto in autonomia. Ho preso solo le parti utili per gli obiettivi del progetto. Poi ho adattato queste parti al lavoro che facciamo ogni giorno. All’inizio ho cercato di capire qu ali fossero i criteri di base. Dopo ho trovato un modo per rendere questi criteri più chiari usando una struttura informatica che funziona. Quando lavori su un ’ app , è meglio usare solo i documenti ufficiali e fonti sicure. Non basta prendere idee trovate online. Questo aiuta davvero chi crea strumenti digitali che vogliono informare le persone. La sicurezza di un software e quanto il software funziona bene dipendono molto dalle fonti che si usano e dalla qualità di queste fonti. Un documento semplice che tutti possono usare ha dato risultati concreti e utili, proprio come ci si aspetta sul lavoro. Ho scelto gli strumenti e le fonti valutando cosa era davvero utile per il progetto. Ho fatto riferimento a quello che ho imparato durante gli studi e a ciò che mi permetteva di lavorare in modo più semplice. Ho scelto soprattutto i materiali che mi sono sembrati affidabili e utili per il metodo che volevo seguire. Ho preferito quelli più recenti. Dal punto di vista teorico, il principale riferimento è stato cos tituito dai materiali didattici forniti durante il percorso universitario, in particolare dispense e contenuti relativi agli insegnamenti di Programmazione e Tecnologie Web. Queste risorse sono state la base per capire come sviluppare il codice e per organ izzare la parte pratica del progetto. Hanno aiutato a collegare le scelte tecniche ai principi studiati, così quello che si impara all’università trova spazio anche nel lavoro di tutti i giorni. In questo modo il progetto è servito anche per controllare e rafforzare quello che si è imparato. Accanto ai materiali universitari, è stata consultata la documentazione ufficiale relativa a HTML5, CSS3 e JavaScript. Seguire le fonti ufficiali ha permesso di usare le tecnologie come previsto oggi, evitando modi di fare vecchi o che non rispettano le regole attuali. Allo stesso tempo ho letto articoli tecnici e guide che ho trovato cercando su internet. Ho scelto solo i contenuti più recenti, sicuri e utili per i problemi che ho dovuto risolvere durante lo sviluppo. All’inizio una delle cose più difficili è stata trovare una direzione, perché online ci sono tante soluzioni diverse per risolvere gli stessi problemi tecnici. Molte di queste risultavano non aggiornate rispetto alle versioni più recenti delle tecnologie oppure presentavano approcci tra loro incoerenti o parzialmente errati. Oggi c'è informazione dappertutto. Bisogna capire come trovare le fonti giuste e controllare tutto quello che si legge. Sapere farlo aiuta anche sul lavoro. Il problema è stato affron tato confrontando diverse fonti tra loro, verificandone la coerenza con la documentazione ufficiale e testando concretamente ogni soluzione all’interno del progetto prima della sua integrazione definitiva nel codice. Per lo sviluppo è stato utilizzato co me ambiente principale Visual Studio Code. Tale scelta è stata determinata da motivazioni tecniche e pratiche: leggerezza nell’utilizzo delle risorse di sistema, elevata flessibilità grazie alle estensioni disponibili e presenza di funzionalità orientate a lla produttività, tra cui evidenziazione della sintassi, completamento automatico contestuale, navigazione rapida tra i file del progetto e supporto integrato al versionamento. Queste caratteristiche hanno facilitato il processo di sviluppo e contribuito a lla prevenzione di errori comuni durante la scrittura del codice. Ho scelto di non usare framework o librerie esterne come React, Vue o jQuery. Ho fatto questa scelta apposta, anche se di solito queste soluzioni sono una parte normale del lavoro quotidiano . Per questo progetto abbiamo deciso di risolvere i problemi tecnici usando solo le API già presenti nei browser e le funzioni principali di JavaScript. Non ho utilizzato strumenti esterni che fanno parte del lavoro in modo automatico. Questo metodo, che s i chiama vanilla JavaScript, aiuta a vedere come funzionano le basi che usano anche i framework più conosciuti. Anche se serve più lavoro rispetto a usare soluzioni già pronte, permette di avere pieno controllo su come funziona l’applicazione. Questo aiuta anche a evitare problemi di compatibilità o di sicurezza che possono nascere da dipendenze esterne nel tempo. Per le attività di testing e debugging è stato impiegato il browser Google Chrome, sfruttando gli strumenti per sviluppatori (DevTools ), tra i più completi disponibili nei browser moderni. Con questi strumenti ho visto come cambia il DOM, ho controllato il codice JavaScript, ho monitorato le prestazioni dell'applicazione e ho provato diverse situazioni d'uso. Questo ha facilitato l’indiv iduazione e la risoluzione degli errori emersi durante la fase di verifica. Ho portato avanti il lavoro seguendo ogni fase e cercando sempre di migliorare i risultati. Il lavoro è stato organizzato in cicli successivi nei quali si alternavano analisi, pro gettazione, implementazione e verifica. Tale modello si differenzia dall’approccio a cascata tradizionale, poiché non richiede il completamento definitivo di una fase prima di procedere alla successiva, permettendo invece revisioni continue e correzioni pr ogressive mantenendo comunque una struttura ordinata del processo. Questo metodo ha permesso di trovare subito eventuali problemi, così il rischio di errori nelle fasi più avanzate dello sviluppo si è ridotto. L’impiego iniziale di schemi e diagrammi ha contribuito a chiarire l’organizzazione dell’algoritmo e a pianificare la struttura dell’interfaccia. Questi strumenti di rappresentazione visiva hanno facilitato sia la successiva implementazione del codice sia la spiegazione delle scelte progettuali all’ interno della documentazione finale. Il progetto puntava a realizzare una web app semplice, che aiuta le persone a calcolare un fattore di rischio. Insieme alla web app c’è anche una guida in PDF, pensata per chi non ha molta esperienza sull’argomento. Av ere un obiettivo chiaramente definito sin dalle prime fasi ha rappresentato un riferimento costante durante tutto lo sviluppo, permettendo di verificare in ogni momento la coerenza delle decisioni progettuali rispetto alla finalità stabilita e mantenendo i l lavoro orientato verso un risultato concreto, verificabile e misurabile. L'elaborato risponde alla traccia proposta attraverso la progettazione e realizzazione di uno strumento digitale funzionale, accessibile e interattivo, sviluppato con tecnologie web standard consolidate nello sviluppo front - end. Ho scelto di lavorare solo con HTML, CSS e JavaScript per rendere tutto più facile. Così la pagina funziona su ogni dispositivo che ha un browser recente. Non bisogna scaricare nulla, non serve configurare niente e non ci sono ulteriori task da gestire. Tutto q uesto rende il prodotto più accessibile, in modo tale che tante persone poss a no usarlo, a prescindere dal sistema operativo o dall'hardware che possiedono. Al termine del progetto, questi sono i risultati che ho ottenuto: - h o analizzato cosa servisse davvero per un corretto funzionamento del sito e come verificare che funzionasse tutto come previsto ; - ho realizzato un’interfaccia utente facile da usare, tenendo conto delle regole di usabilità, così chiunque è In grado di utilizzare il sito senza anomalie o qualsiasi tipo di difficoltà ; - è stata creata anche una guida in formato PDF che può essere consultata senza il necessario bisogno di utilizzare un’applicazione, in quanto il codice QR apr e una pagina web dove risiederà il documento per il calcolo del fattore di rischio. L’applicazione mostra i risultati in modo chiaro e spiega come interpretarli, così l’utente riesce subito ad individuare gli step da seguire per visualizzare il contenuto del documento o il download di esso, senza alcun tipo di difficoltà a riguardo. Questo progetto evidenzia come quello che si impara a scuola possa in realtà servire per risolvere un problema reale. Inizialmente viene presa una richiesta , essa viene spiegata teoricamente elencando i requisiti funzionali di essa , ed infine viene la fase della progettazione dove vengono elaborate le richieste fatte precedentemente per farsi’ che il prodotto finale sia utilizzabile senza difficoltà ’, come previsto. Mostra quanto sia importante avere una progettazione chiara fin da subito: fare test in modo ordinato per assicurare che un sistema informatico funzioni bene, sia affidabile e sia di buona qualità, anche se la richiesta e i requisiti iniziali possono essere complicati da risolvere Questo lavoro si inserisce nella digitalizzazi one delle informazioni. L’obiettivo principale è quello di costruire strumenti online che forniscano un aiuto al le persone per comprendere argomenti difficili. Oggi i servizi digitali sono entrati nella vita quotidiana di tutti noi e nel lavoro di ogni gio rno. Proprio per questo motivo è necessario rendere le informazioni semplici da capire, facili da usare e gestite in modo ordinato. Chi lavora in aziende digitali deve aver e le capacità di fare tutte queste azioni La quantità di informazioni disponibili in forma digitale rende infatti sempre più urgente disporre i dati con strumenti capaci di organizzarl i e presentarl i in modo efficace, guidando l'utente all’uso quando i contenuti possono risultare complessi o di difficile interpretazione senza una mediazione strutturata. Il risultato finale ottenuto è un’interfaccia molto pulita e fantasiosa, dove l’utente ha subito ben chiaro dove muoversi per arrivare alla scelta da fare. Le scelte possibili sono: scannerizzare il codice QR per visualizzare il doc umento da smartphone; scaricare il file con formato pdf, visualizzare su una pagina esterna il documento intero senza alcun tipo di difficoltà nella visualizzazione di esso. Questo documento mira ad informare le aziende o imprenditori circa il calcolo del fattore di rischio, avente al suo interno le informazioni tali per cercare di prevenire alcuni avvenimenti indesiderati o, quantomeno, limitare il rischio di eventuali anomalie. Al suo interno sono presenti grafici, esempi, leggi, formule e informazioni da tenere ben a mente per non incombere a situazioni non previste. Ho fatto in modo che il documento sia il più chiaro possibile, modificandone il contenuto e alleggerire il testo al suo interno, rendendolo più scorrevole e meno pesante alla lettura. I grafi ci hanno un’interfaccia abbastanza intuitiva, sono basilari e spiegano in modo ordinato le informazioni necessarie per tutti i tipi di necessità . Nella fase iniziale il documento non era ben leggibile, i vari testi non erano ben centrati, le immagini erano sfocate e i grafici erano disordinati. Durante la modifica ho fatto in modo tale da correggere il più possibile questi errori per cercare di perfezionare il risultato finale. Questo progetto si presta ai principi base dello sviluppo web front - end e guarda anche a come le persone utilizzano il computer. Queste due aree vanno di pari passo. Il front - end è la parte in cui una persona visualizza l’interfaccia e usa quando apre un a pp . L'interazione uomo - macchina guarda a come le persone pensano, usano e rispondono quando usano sistemi digitali. In questo lavoro, questi aspetti non restano separati. Si trovano insieme nello stesso progetto, dove le scelte tecniche e le scelte di comu nicazione vanno di pari passo per migliorare l’esperienza d’uso. Uno degli scopi del progetto era sistemare i contenuti, così da evitare confusione o l’aggiunta di troppe informazioni tutte in una volta. L’interfaccia fa vedere subito ogni cambiamento sul la pagina quando l’utente esegue qualcosa. Così l’utente capisce subito che tutto va avanti senza intoppi e la pagina risponde velocemente. Questo modo di funzionare fa sembrare tutto semplice e naturale, perché l’utente nota subito cosa accade dopo ogni a zione e può sempre gestire quello che sta facendo. L’applicazione è stata pensata tenendo conto di regole semplici per renderla facile da usare. Chi la usa può imparare in poco tempo, vede tutto in modo chiaro, riceve risposte veloci dal sistema e trova m eno errori durante l’uso. Tali elementi sono stati considerati per ridurre le difficoltà di utilizzo e permettere anche a utenti con livelli differenti di esperienza digitale di interagire con lo strumento senza ostacoli. Oltre a tutto il lavoro tecnico, m i sono concentrato su come mostrare le informazioni. Sono state scelte alcune strategie che aiutano a presentare i contenuti in modo più semplice e comprensibile, così non sembrano difficili. Il progetto fa parte dei siti web informativi interattivi. Si t ratta di strumenti digitali che vanno oltre la visualizzazione di pagine ferme. Accompagnano l’utente durante la navigazione e propongono un percorso guidato. L’interazione entra a far parte del processo di apprendimento e comprensione. L’utente non si lim ita a leggere le informazioni in modo passivo. L’utente va avanti un passo alla volta, sceglie tra le opzioni e riceve contenuti aggiornati in base a quello che fa. Diversamente dai normali PDF o dalle pagine web che non cambiano, l’app mostra le informaz ioni in modo diverso a seconda di quello che fa chi la usa. Questo metodo rende tutto più semplice e su misura, aiuta a trovare facilmente quello che serve e rende la ricerca delle informazioni più efficace. Così l’utente riesce a trovare quello che cerca più facilmente quando visita il sito. Questa applicazione mostra come le tecnologie web possono aiutare a creare guide interattive che tutti possono usare. Queste guide aiutano le persone a capire le informazioni che di solito, con i metodi classici, poss ono sembrare difficili o complicate, soprattutto per chi non è esperto. Usare l’interattività serve a dividere i contenuti in parti più facili da seguire. In questo modo, le persone capiscono meglio quello che leggono. All’interno di questo elaborato vien e quindi descritto il processo di realizzazione di una guida web progettata fin dall’inizio per essere utilizzata in modo interattivo. La soluzione usa tecnologie front - end molto comuni, scelte per rendere tutto più facile da usare, accessibile subito e co mpatibile con tanti sistemi. Vorrei dare all’utente un percorso facile e chiaro. Questo lo aiuterebbe a vedere subito cosa c’è nella pagina e gli permetterebbe di usarla senza problemi. Documento sul Calcolo del fattore di rischio per le aziende: La guid a è un documento pratico e didattico ed aiuta a capire e a mettere in pratica le tecniche per valutare i rischi nei luoghi di lavoro. La guida, in modo chiaro, mostra come calcolare il fattore di rischio. Lo scopo è dare un modello pratico. Il modello aiut a le aziende e gli operatori a stimare i rischi, a definire le priorità di intervento e a documentare correttamente nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). 1. Norme e scopo della valutazione dei rischi La valutazione dei rischi è un obbligo importante per la salute e la sicurezza sul lavoro. La valutazione dei rischi protegge la salute dei lavoratori e mantiene la sicurezza sul posto. Io credo che la valutazione dei rischi sia il primo passo per un ambiente di lavoro sicuro. Ogni azienda deve fare la valutazione dei rischi per rispettare la legge e prendersi cura dei dipendenti. Il riferimento normativo principale è il D.lgs. 81/2008. Il D.lgs. 81/2008, chiamato Testo Unico sulla Sicurezza, impone al datore di lavoro l’obbligo di: - identifi care tutti i pericoli presenti nell’ambiente lavorativo - stimare i rischi che i lavoratori incontrano; - trovare le misure di prevenzione e protezione più adatte; - assicurarsi di redigere il DVR e di aggiornarlo periodicamente. A mio avviso, la normativa non richiede una formula matematica unica per valutare il rischio. Per questo motivo, le metodologie della guida mostrano dei modelli pratici. I modelli pratici si adattano a ogni realtà aziendale. Nel mio lavoro di valutazione, noto che alcune definizion i chiave diventano davvero importanti: - Pericolo è qualcosa che può fare danni, per esempio macchinari, sostanze chimiche o condizioni ambientali. - Danno: colpisce la salute o l’integrità fisica del lavoratore. - Rischio: è la combinazione di quanto è p robabile che succeda e di quanto può essere grave il danno. Il rischio nasce dalla combinazione di probabilità e gravità. - Prevenzione: le azioni riducono la probabilità che l’evento si verifichi. - Protezione: le misure servono a limitare le consegue nze del danno. La valutazione dei rischi è importante. La valutazione dei rischi è buona se si guardano anche le categorie specifiche di lavoratori e i rischi particolari. Secondo me, la valutazione dei rischi deve includere lo stress lavoro‑correlato, le differenze di età o di genere e le esposizioni a agenti fisici, chimici o biologici. 2. Concetto operativo di fattore di rischio Nel contesto aziendale, il fattore di rischio è un indice numerico. Quando osservo le cose in azienda, il fattore di rischio m i indica il livello di rischio di una determinata attività o di una determinata situazione lavorativa. Questo indice non sostituisce l’analisi tecnica specialistica, ma svolge funzioni operative di base: - confrontare rischi diversi usando una scala comune; - stabilire priorità di intervento; - controllare se le misure adottate funzionano. In questa guida si trovano due modelli di calcolo principali: 1. il metodo P x D (Probabilità per Danno). 2. il metodo P x E x D, cioè Probabilità, Esposizione e Danno, per valutare i rischi. 3. Metodo P x D: usa una matrice di probabilità e danni. Il primo modello rappresenta il metodo più diffuso nelle valutazioni aziendali. Io lo ho notato spesso nelle valutazioni del le aziende. L’equazione è: [R = P x D] dove: - P (probabilità) indica la possibilità che un evento dannoso accada. - D (Danno) indica la gravità delle conseguenze. Valuto entrambi i parametri con scale numeriche. Le scale numeriche vanno di solito da 1 a 4. Probabilità: può cambiare e può variare da un evento improbabile a un evento molto probabile, o a un evento che avviene spesso. Danno: le conseguenze cambiano molto. Possono essere lievi, oppure possono diventare mortali o causare invalidità. Mettere insieme i valori crea una matrice di rischio che ti permette di dividere il rischio in diversi livelli - basso. - medio; - alto; Per ogni livello troviamo indicazioni operative ben chiare. Indicazioni operative partono dal semplice monitoraggio. Quando il rischio diventa intollerabile, indicazioni operative prevedono la sospensione immediata dell’attività. Così, a ogni livello indicazioni operative guidano cosa fare, dal monitorare fino a fermare subito l’attività. 4. Il metodo P x E x D introduce il fa ttore esposizione. In certi ambienti di lavoro, la sola probabilità non basta a descrivere il rischio. La probabilità da sola non riesce a dare un quadro completo del rischio. Per questo, ho introdotto il parametro E (Esposizione) così possiamo considerare : - frequenza dell’attività - la durata dell’esposizione - ripetitività del contatto con il pericolo. La formula diventa: Il valore di R si ottiene moltiplicando P E D: [R = P x E x D] A mio avviso, il valore finale del rischio può variare su un int ervallo più ampio. Il valore finale del rischio permette una valutazione più dettagliata quando l’esposizione ha un impatto forte sulla pericolosità complessiva. 5. Applicazione pratica tramite esempi Il documento presenta diversi casi pratici che aiutano a capire il processo di valutazione. Scivolamento su pavimento bagnato: è un rischio quando le superfici sono spesso umide. Il rischio aumenta perché le superfici umide rendono più facile scivolare. È importante stare attenti al rischio su quelle superfi ci. Possiamo ridurre il rischio medio con delle procedure organizzative e con la segnaletica. Q uando le parti meccaniche sono accessibili, il rischio è molto alto dato che possono portare a un esito mortale. Per questo è fondamentale tenere le parti mecca niche fuori dalla portata di tutti. L’introduzione di ripari e di procedure di sicurezza fa diminuire molto la probabilità dell’evento. In pratica, più ripari e più procedure di sicurezza si aggiungono, meno è probabile che l’evento si verifichi. Utilizzo di solventi chimici Le misure tecniche prevedono la ventilazione. Le misure organizzative prevedono la sostituzione delle sostanze e i DPI. Gli esempi mostrano che il calcolo numerico serve soprattutto a decidere quali interventi fare prima. 6. Registrar e i risultati e migliorare continuamente Ritengo fondamentale tenere traccia di quello che otteniamo e cercare sempre di fare meglio. Il punteggio di rischio ha valore solo se è collegato a decisioni operative concrete. Quando il punteggio di rischio no n è legato a decisioni operative concrete, non porta benefici. Per questo motivo il punteggio di rischio dovrebbe sempre guidare decisioni operative concrete. La guida dice che bisogna documentare ogni attività: - Descrizione della mansione: la descrizion e della mansione spiega cosa devi fare, quali compiti ti spettano e quali risultati ti aspetti. - lavoratori esposti - l e misure di sicurezza già in atto; - azioni di miglioramento pianificate; Io credo che separare il rischio iniziale dal risch