1 2 3 4 5 AUTORI: Sono tutti i Confratelli Bianchi di San Giovanni Battista che in questi secoli hanno camminato in silenzio e hanno cantato e pregato a voce alta 6 7 LOANO 1262 – 2012 750 ANNI DI CAMMINO INSIEME SULLA VIA DELLA FEDE CONFRATERNITA DEI DISCIPLINANTI BIANCHI DI SAN GIOVANNI BATTISTA DIOCESI DI ALBENGA – IMPERIA 9 PREMESSA Questo libro, che va in stampa in occasione del 750° anniversario dalla fondazione della Confraternita dei Disciplinanti Bianchi di San Giovanni Battista di Loano, non è stato scritto con lo scopo di raggiungere la benché minima quota di mercato, poiché non mira ad alcun tornaconto economico, ma neppure vuole essere un prodotto del momento frutto della ricorrenza festaiola, perché inevitabilmente sarebbe presto dimenticato. Il “nostro” libro nato dalla collaborazione dei confratelli, è l‟espressione comune del desiderio di far conoscere meglio la nostra Confraternita e ricordare le opere compiute da tutte le generazioni che si sono avvicendate in questi 750 di cammino insieme sulla via della fede. Molti, loanesi e non, ci conoscono per averci visto partecipare alle processioni, per aver visitato i presepi allestiti anno per anno, per aver visto la Sacra rappresentazione del Giovedì Santo, per aver visitato il nostro sito oppure per essere semplicemente entrati in Chiesa; a tutti rivolgiamo l‟invito a voler meglio comprendere gli umili sforzi di tutti i confratelli Bianchi nel cercare di dare qualcosa di più, un impegno costante di vita fraterna quale testimonianza di vita cristiana. La nostra Chiesa è incastonata fra le case della gente, è strutturalmente integrata con esse, gli stessi muri perimetrali sono in comunione, ed è così che vuole essere anche la Confraternita dei Disciplinanti Bianchi di San Giovanni Battista: gente comune tra gente comune ma ben stretta intorno a Gesù Eucarestia. 10 11 O chiese di Liguria, come navi disposte a esser varate! Liguria , Vincenzo Cardarelli 12 1 ... IN ARENA MARIS ... Se 44° 07‟ Latitudine Nord, 08° 15‟ Longitudine Est sono le coordinate geografiche dell ‟ Oratorio della Confraternita dei Disciplinanti Bianchi di San Giovanni Battista, che da tempo immemorabile è ubicata in Via Boragine 41 a Loano, le sue coordinate spirituali sono Fede, Speranza e Carità. “Immemorabile” è certamente il termine più adeguato per cercare di dare una dimensione del tempo trascorso; se è facile stabilire l‟attuale posizione ben più difficile è poter stabilire da quanto tempo esista la nostra chiesa ed a quante riedificazioni è stata soggetta. La memoria storica si affievolisce man mano che si viaggia a ritroso nel tempo e il tentativo di trovare documenti e agganci storici si complica, nello stesso tempo però è utile e doveroso, partendo da dati e fatti ben precisi, non rinunciare ad eventuali supposizioni e conclusioni. 13 1 .1 I monaci benedettini e l’atto di donazione di Carlo Magno Il nostro cammino nella storia inizia con la nascita di San Benedetto da Norcia avvenuta nel 480 circa, egli fu uno dei padri del monachesimo occidentale nonché fondatore dell‟ordine dei benedettini. “La regola di San Benedetto” da lui stesso composta, organizza in modo preciso i comportamenti e la vita nei monasteri. Uno fra questi fu l‟abbazia di Montecassino da lui fondata verso l‟anno 529 sulle vestigia di una preesistente cittadella sacra. Nella zona corrispondente all‟attuale chiostro d‟ingresso sorgeva un tempio dedicato ad Apollo, trasformato da Benedetto in oratorio dedicato a S. Martino di Tours; a sud de ll‟oratorio erano situati i locali della primitiva comunità monastica, mentre sulla cima del monte, dove oggi sorge la basilica abbaziale, si ergeva un‟ara sacrificale. Al suo posto Benedetto edificò un oratorio dedicato a S. Giovanni Battista, dove trovarono sepoltura i corpi dello stesso Santo e della sorella S. Scolastica (si noti bene, in onore di San Giovanni Battista, da sempre ritenuto un modello di pratica ascetica e di San Martino di Tours che era stato uno degli iniziatori in Gallia della vita monastica). A una vita così elevata e santa non poteva che seguire una morte gloriosa, fissata dalla tradizione al 21 marzo del 547 e che S. Gregorio racconta con accenti di vera glorificazione: Benedetto predice la sua morte ai propri discepoli, anche a quelli lontani; sei giorni prima dell‟avvenimento fa aprire il suo sepolcro, in cui da poco giace, per sua volontà, la sorella Scolastica e, ormai stremato di forze fisiche, si fa condurre nell‟oratorio dove, ricevuta l‟Eucaristia, stando in piedi e sorretto d ai suoi monaci, in preghiera rende l‟anima a Dio. La ricognizione canonica e scientifica, compiuta dopo il bombardamento, nel 1950 ha potuto stabilire che nell‟urna ritrovata erano presenti un solo soggetto maschile e uno solo femminile e che le prime erano in piena conformità con quelle della cattedrale di Brescia (dove sono custodite le reliquie del braccio di S. Benedetto, che i monaci di Montecassino donarono al monastero di Leno nella prima metà del secolo VIII). I resti di s. Benedetto e s. Scolastica , nonostante la totale distruzione dell‟abbazia nel 1944, furono trovati intatti nell‟urna in cui erano stati riposti. La presenza dei monaci benedettini nel nostro territorio comportò una svolta storica e non si può fare a meno di notare che a Loano la Pieve antica era intitolata a San Giovanni Battista e poco lontano, quella di Toirano, a San Martino di Tours. Nell‟Italia occidentale appaiono numerose, durante il sec. IX, le fondazioni monastiche favorite da Carlo Magno: sul monte Varatella, in diocesi di Albenga, gli è personalmente attribuita dalle antiche memorie locali la fondazione del monastero di San Pietro di Toirano, uno dei più potenti, per numero di possessi di tutta la Liguria occidentale. Carlo Magno fu conquistato dalla regola dell‟ordine ben edettino e volle che tutti i monasteri del suo impero adottassero la suddetta regola. 14 L‟ abbazia di San Pietro in Varatella è un antico monastero ricco di storia e di racconti leggendari che così iniziano : «Durante l'impero di Nerone, San Pietro, venendo da Antiochia, pervenne sul monte detto Varatella con alcuni discepoli e con la moglie e la figlia. Qui innalzò al vero Dio una Chiesa, che fu la prima costruita in Italia. Si fece radere i capelli e la barba e li pose nella chiesa “ fino al giorno del Giudizio ” . Lasciò poi nel luogo la moglie, la figlia e i discepoli e partì alla volta di Roma per combattere Simon Mago e i suoi seguaci» (Rossi Girolamo — Chronicon veteris monasterii S. Petri de Varatella in Albinganensi dioecesi. Pag.315 — ed altri) Nel 405 Desiderio, vescovo di Langres, originario di Bavari ( Genova ), diretto verso la Francia fece visita alla primitiva cappella, consacrandola e lasciandovi parecchie reliquie di Santi e alcune maglie della catena con cui San Pietro era stato legato prima di venire ucciso. Queste maglie sono oggi conservate nella chiesa parrocchiale di Toirano. La cappella primitiva fu quindi consegnata alla cura degli eremiti, che vi soggiornarono fino al 775, quando Carlo Magno la donò alla regola di San Benedetto, insieme a numerosi terreni circostanti. Sotto l'impulso benedettino si sviluppò un grande monastero, che portò ai contadini della zona numerosi benefici. I monaci introdussero la coltivazione dell'ulivo, degli alberi da frutto, insegnarono i principi dell'agricoltura e, sotto il loro impulso, vennero arginati i torrenti che con le piene rendevano i terreni paludosi. 15 Resti chiesa di S. Paolo XIII - XIV sec. (comune d i Boissano) Resti antica abbazia S. Pietro in Varatella Oggi, di quel potente monastero resta una costruzione in pietra comprendente la chiesa con alcuni annessi ed il pozzo della antica abbazia. L‟atto di donazione con cui Carlo Magno donò ai monaci un vasto territorio in cui fu compreso il borgo di Loano risale all‟anno 775 circa e letteralmente vi è riportato: ―... iuxta littus maris inter duos montes qui vocatur caput Danciae etiam in loco qui Lovenis (Lovanus) vocatur una cum Plebe in honorem Sanctae Mariae et Sancti Joannis usque in loco qui Borgi vocatur per summitatem mentium cum servis XII ...‖ [―Sino al lido del mare tra due monti che si chiama Capo Danzo e nel luogo chiamato Loano esiste una Pieve dedicata a Maria Santissima ed a S. Giovanni sino al luogo chiamato Borgio compreso tra i monti‖ vedi: ―Cenni storici e memorie della città di Loano‖ di P. Enrico del SS Sacramento, pag. 346 – catalogo dei documenti]. 16 Non conosciamo con certezza l‟esatta ubicazione dell‟antichissima pieve loanese di Santa Maria e San Giovanni citati nello stralcio dell‟atto su riportato . Lo storico padre Enrico del SS Sacramento, al secolo Michelangelo Schiappacasse, affermò che anteriormente al sec. VIII sull‟esistenza di Loano si hanno solo delle congetture, dopo la donazione di Carlo Magno fino al X secolo Loano fu sotto la giurisdizione dei benedettini, poi per cessione o vendita passò sotto il dominio dei Vescovi di Albenga e nel 1076 per cessione del vescovo Deodato , uno di quei Vescovi, ritornava nuovamente sotto i monaci medesimi. Scavi in Piazza Italia a Loano Da questa ultima donazione o cessione, chiaro si scorge, che Loano era ristretta in quel tempo esclusivamente sulla collina due miglia distante dal mare detta il Poggio. [―Cenni storici e memorie della città di Loano‖ di P. Enrico pag. 16] Infatti nell‟atto di donazione del vescovo Deodato si legge: “ Lodano sopra il poggio ”, attualmente il Poggio è la collina dove c‟è la chiesa dei Sa nti Cosma e Damiano. I recenti scavi in Piazza Italia, anno 2005, hanno portato alla luce probabilmente i resti della Pieve, purtroppo al momento gli esperti non hanno ancora pubblicato alcuno studio. 17 MONS SANCTI PETRI VARATELLAE Il Monastero di San Pietro in Varatella com‘era nella seconda metà del sec. XVIII, nell‘int erpretazione di Matteo Vinzoni. 18 1.2 L’antico monast ero delle monache benedettine in Loano E‟ risaputo che gran parte degli abitanti loanesi aveva le loro case al di là del torrente (Nimbalto) verso levante mentre dalla parte occidentale del torrente, detta ancora al dì d‟oggi, dei Gazzi , era l‟abitazione d ei cosiddetti servi del monastero. [P. Enrico: ―Cenni storici e memorie della città di Loano‖ pag. 13] Ed è proprio nella zona abitata dai servi del monastero che troviamo un elemento importante per conoscere meglio la storia della nostra chiesa, in realtà i monaci benedettini del monte San Pietro in Varatella fondarono a Loano un monastero di monache benedettine, era infatti una cosa abbastanza usuale trovare nei pressi di una abbazia benedettina anche un monastero di monache, intitolato a San Giovanni Battista. [P. Enrico: ―Cenni storici e memorie della città di Loano‖ pag. 2 3] Padre Enrico determina il periodo della fondazione del monastero delle sacre vergini benedettine al principio o prima del Mille o più probabilmente nel secolo che passò tra le donazioni del vescovo Deodato e la retrocessione del monastero di Varatella al vescovo Lantero cioè dal 1076 al 1171. [P. Enrico: ―Cenni storici e memorie della città di Loano‖ pag. 22] Il prof. Antonio Arecco, insigne studioso della storia locale nonché autore di numerosi testi storici, considera di origini “oscure” il monastero delle benedettine di San Giovanni a Loano, ma suppone che questi sia sorto poco dopo l‟anno Mille basando si sul fatto che nel secolo successivo il monastero era già famoso in quanto nel l‟alleanza stipulata fra Albenga e Pisa nel 1146 fu preso quale punto di confine tra le due aree di loro influenza. [―Le diocesi di Albenga – Imperia e i suoi vescovi. Storia della Chiesa Ingauna dalle origini all‘inizio del ̳400‖ prof. Antonio Arecco pag. 69] Desumiamo che le monache benedettine occuparono il loro monastero per circa due secoli o poco più, infatti lasciarono Loano nel 1260 a seguito della Breve di papa Alessandro IV del 1257. [P. Enrico: ―Cenni storici e memorie della città di Loano‖ pag. 22] Che l‟antico monastero delle benedettine coincida con l‟Oratorio dei Bianchi, in via Boragine è sostenuto dallo storico P. Enrico del SS Sacramento, che a pag. 104 del suo libro cita testualmente: “ ... l‘epoca della fondazione di questo Oratorio non si c onosce, e noi abbiamo già osservato, che potrebbe essere la chiesa medesima, o fondato sopra quella, che esisteva prima, che i loanesi si risolvessero d‘innalzare il nuovo paese ad littus maris nel 1309, che probabilmente era quella delle monache benedittine, perché fin d‘allora si vede dalla convenzione fatta con Raffo Doria, che ivi, o vicino a quel luogo, eravi già una chiesa col titolo di San Giovanni ...‖ 19 P. Enrico citando la suddetta convenzione, riferendosi alla chiesa di San Giovanni vicino alla quale i loanesi sono invitati a costruire le loro case, riporta che non si ha alcuna menzione antica d‟altra chiesa con questo titolo; prosegue poi a pag. 35 collocando il monastero delle benedettine in quella zona anche per la vicinanza con l‟oratorio del Loreto quale antico ospizio dei benedettini (l‟attuale chiesetta presso il porto in cui si festeggia la Madonna della Neve il 5 agosto), argomentando il fatto che “... quel monastero fosse piuttosto in quel luogo per la facilità di essere assistite e protette da quel Religioso o quei Religiosi che abitavano in quell‘ospizio ... ”. L‘Oratorio dei Disciplinanti Bianchi di S. Giovanni Battista evidenziato dalla lettera F nel dettagli o di una antica stampa del 1600 (Archivio Doria Pamphilj) Chiesa del Loretto 20 ... IN ARENA MARIS ... 1.3 Loano sul mare Il 19 Luglio 1309 è una data storica fondamentale, nel vero senso della parola, per la città di Loano e di conseguenza anche per i Disciplinanti di San GioBatta la cui storia è strettamente collegata con gli avvenimenti che coinvolsero il nostro paese. E‟ appunto con la convenzione tra Raffo Doria ed i loa nesi del 19 luglio 1309 che si chiede ai loanesi di fabbricare un nuovo borgo vicino al mare dove si trova la chiesa di San Giovanni. Nella copia dell‟atto è riportato: “... Primo. Tutti e ogni uomo e persona di Loano abitante in quei confini devono venire a d abitare insieme in un borgo presso l‘arena del mare vicino alla chiesa di San Giovanni Battista di Loano...‖ . [ ―Convenzione tra Raffo Doria e i loanesi 19 luglio 1309 e Statuto di Loano 1461‖ a cura di Antonio Arecco]. 21 La zona a cui fa riferimento la convenzione va dalla foce del Nimbalto (il fossato grosso) verso ponente lungo la costa fino alla torre dell‟orologio (Porta del Passorino) praticamente le attuali Via Boragine e Via Cavour. Certamente prima d‟allora anche la Confraternita doveva avere sede sul poggio o nelle immediate vicinanze, probabilmente era in quella zona ancora prima di fare riferimento ai Disciplinanti di Perugia, ossia del loro passaggio a Loano. Nel 1309 le monache Benedettine avevano lasciato Loano da ben quarantanove anni; supponiamo che la chiesa potrebbe avere svolto la funzione di Parrocchia di quel nuovo borgo fino al 14 maggio 1458 quando ne venne consacrata una nuova, costruita dove si trova attualmente la Chiesa della Confraternita N.S. del Rosario, che rilevò la funzione di parrocchia. La data di consacrazione di questa nuova chiesa è riportata nel documento 10 del libro di Padre Enrico, il rito di consacrazione, celebrato appunto il 14 maggio 1458, venne officiato da Mons. Giacomo Campora vescovo di Caffa.. A quasi un secolo e mezzo dalla convenzione di Raffo Doria il nuovo borgo di Loano iniziò a definirsi quale un piccolo centro in continua espansione, in questa nuova realtà la Confraternita fu l‟espressione religioso -civile dei cittadini ed in genere degli abitanti del nuovo paese sul mare. Probabilmente fu proprio in quell‟epoca che la Confraternita dei Disciplinanti Bianchi di San GioBatta, ebbe il possesso della chiesa e monastero, in coincidenza con lo statuto di Loano del 1461, in cui venne regolamentata la vita sociale del paese e il cui testo è riportato a pag. 21 del libro: “ Convenzione tra Raffo Doria e i Loanesi 19 Luglio 1309 e Statuto di Loano 1461” pubblicato a cura del prof. Antonio Arecco in occasione del settimo centenario della fondazione di Loano sul mare. 1.4 L’Oratorio dei Disciplinanti Bianchi di San Giovanni Battista in Loano Il nostro oratorio, secondo Padre Enrico, è stato costruito sulla chiesa conventuale intitolata a San Giovanni che fu delle monache benedettine. E‟ interessante notare la similitudine fra la fig. 1 che riporta la pianta di come doveva essere l‟antico monastero benedettino di San Pietro in Varatella e la fig. 2 che riporta l‟attuale pianta del piano terreno del nostro oratorio.