VI [ABAB ABAB CDD CEE] Divine evanescenze, non contate di eternarvi nel rapido baleno che mi scocca dagli occhi per amate parvenze, quando affiorino fortuite dal fondo del mio sguardo. Un chiaro vate fu che predisse il murmure sereno del Lete trafugare in quiete ondate le reliquie del tempo. (Le gratuite prefiche dell’affetto impetreranno tacito forse un gemito al dominio del vuoto). Se continua lo sterminio, cada, infine, rifuso in quest’affanno qualche cosa di voi nelle mie tempre: è questo il vostro lascito e per sempre.